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ROMANZO BREVE pp. 123

Il romanzo "Il digrignatore" potrebbe avere come sottotitolo "Il bruxismo e la sindrome di Gaza", dove il primo termine è sintomo del disagio personale e il secondo è il luogo del paradigma dell'ingiustizia del mondo. Il protagonista soffre di bruxismo, ovverosia digrigna inconsapevolmente i denti (patologia abbastanza frequente, ma di causa incerta). Sindrome di Gaza è espressione coniata dalla giornalista israeliana Amira Hass: "È Gaza il centro del mio universo, tutti i pensieri mi riportano lì, a migliaia di chilometri di distanza".

Il nucleo della narrazione si svolge dal 27 dicembre 2008 al 19 gennaio 2009, il periodo dell'operazione Piombo Fuso nella striscia di Gaza.

Ad ogni giornata corrisponde un episodio.

Il punto di vista è la disillusione di un abitante del primo mondo, Amelio, che segue la guerra attraverso giornali e televisione, tenendo il conto di morti e feriti. Amelio, che di mestiere elabora statistiche, è anche un incurabile collezionista di donne, tutte catalogate su di un infantile quadernetto. Grazie a una serie di flash back, veniamo a sapere che la morte di sua madre è coincisa con la visione televisiva, da parte del protagonista bambino, della strage nei campi profughi di Sabra e Chatila, e che d'allora Amelio ha sempre annotato il numero dei morti e dei feriti palestinesi. In poche pagine si delinea la formazione del tormentato Amelio, la sua ansia di giustizia, la sua passione per la statistica, la attuale piega donnaiola e disimpegnata che ha assunto la sua esistenza anche grazie al mestiere che lo porta asetticamente a raccogliere dati ed elaborare statistiche in giro per il mondo.

La relazione con Elena, sua collega che condivide l'indignazione per quello che sta succedendo nella striscia di Gaza dove ha appena terminato un'indagine, si intensifica. I due sperimentano una sessualità intensa e profonda, che nel romanzo si rivela strumento di liberazione emotiva e crescita personale. Le amanti di Amelio escono una ad una di scena. Amelio è informato dal fratello Roberto sulle origini della malattia della madre che, vissuta a Casale Monferrato, è deceduta di mesotelioma della pleure a causa dell'amianto prodotto dalla Eternit.
Il crescendo del conflitto, la tensione erotica, la sofferenza interiore si confondono sempre più nella vita di Amelio. Il libro si conclude con la fine della guerra e la coraggiosa svolta del protagonista che, aiutato da Elena, recupera, insieme alla pace interiore, gli ideali di giustizia. Per questi ideali lottò in Palestina Vittorio Arrigoni: in memoriam.